Roberto Ciufoli

Teatro

Comincia la sua avventura artistica nel 1981 fondando con altri 9 colleghi, tra i quali Massimo PopolizioPino InsegnoFabio FerrariClaudio InsegnoFrancesca Draghetti e Massimo Cinque, l’Allegra Brigata, con la quale condividerà 5 Spettacoli e 2 edizioni del G. B. Show. Contemporaneamente termina gli studi e si diploma all’ISEF nel 1983. Nel 1986, con Francesca DraghettiTiziana Foschi e Pino Insegno, forma il gruppo comico La Premiata Ditta che debutta in RAI partecipando alle trasmissioni Pronto, chi gioca? e Pronto, è la Rai? vero e proprio trampolino di lancio del quartetto comico verso la popolarità. Successivamente partecipano a numerose trasmissioni per le reti RAI tra cui Jeans 2 e Chi tiriamo in ballo, mentre nei primi anni novanta partecipano a trasmissioni più popolari come E saranno famosi e Ricomincio da due entrambi in onda su Rai 2. In seguito partecipano ad altre trasmissioni come I cervelloni condotto da Paolo Bonolis su Rai 1, e Vita da cani in onda su Rai 2. Il grandissimo successo arriva all’inizio degli anni 2000 con la sitcom Finché c’è ditta c’è speranza e con il programma Premiata Teleditta, in cui il quartetto si esibisce interpretando in maniera irriverente le produzioni televisive di successo del periodo[2]. Il programma ebbe un buon successo e fu riproposta una seconda serie nel 2001.

Nel 2004 è attore per Don Matteo 4Don Bosco e Diritto di difesa.

Nell’autunno 2005 torna in Mediaset con lo spettacolo comico Premiata Teleditta nuovamente assieme alla Premiata Ditta e partecipa alla seconda edizione de La talpa.

Nel marzo 2011 si è sposato con Theodora Bugel con la quale conviveva da sette anni.[1]

Nel 2015 è uno dei concorrenti di Si può fare! ma è costretto a ritirarsi a causa di un infortunio avvenuto durante le prove del programma.

Il 23 agosto 2016 a 56 anni diventa papà per la seconda volta.

Dal 27 settembre 2016 è in scena al Teatro Eliseo con Americani – Glengarry Glen Ross di David Mamet diretto da Sergio Rubini con Gianmarco TognazziFrancesco MontanariGianluca Gobbi e Giuseppe Manfridi.

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